DA UNA STORIA VERA…AD UN INTERROGATIVO SERIO…

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(f.g.) – I proclami non servono a nulla e la polvere da sparo dello sceriffo è umida, i lanciafiamme, i muri e le minacce di morte sono solo trovate folkloristiche di chi il problema non soltanto non è in grado di risolverlo ma forse neppure di comprenderlo. Lo schieramento di uomini e mezzi messo in campo per arginare la discesa dei “barbari” infetti dalla Padania non è servita a nulla e vi spiego perché. Uno spiegamento di forze aspetta agguerrito alla stazione centrale il treno proveniente da Torino, il signor Gino (lo chiameremo così per rispettarne la privacy) da 2 mesi lontano da casa, sta facendo finalmente ritorno. È sempre stato bene, non ha febbre, non ha tosse, il signor Gino sta bene! Lo fermano per il controllo della temperatura, qualche domanda, l’autocertificazione firmata, è tutto a posto e può rientrare presso la sua residenza.

L’indomani mattina il fratello del signor Gino, infermiere presso un importante ospedale, per eccesso di zelo e preoccupato per gli anziani genitori che vivono con lui, si prodiga per fargli fare un test sierologico da cui si evince che il signor Gino è positivo sia alle IgG che IgM, quindi, verosimilmente potrebbe essere nella condizione di trasmettere ancora il virus alle persone con le quali fosse venuto in contatto.

La domanda è: a cosa è servita e serve la buffonata della misurazione della temperatura?

Non sarebbe stato normale e addirittura ovvio, bloccare tutti coloro provenienti dalle Regioni a Rischio e fare test sierologici e tamponi a tutti?

Come facciamo a sapere quanti asintomatici infetti sono arrivati con questa nuova ondata di spostamenti dal nord?