I SOLITI INGUACCHI DELLA POLITICA CASERTANA (settima puntata)

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CARLO MARINO SI TIRA FUORI DALLA QUESTIONE POLICLINICO E PONTIFICA SULLA NEO STRUTTURA COVID-19, MA INVECE DI DISSIPARE I DUBBI LI AMPLIFICA.

DE LUCA E LA SUA “OPERAZIONE LEGO”, SARÀ SERVITA PER COPRIRE LA FIGURACCIA DEL POLICLINICO?

di Fausto Pillitteri

Un Carlo Marino particolarmente nervoso nel video, quello postato sulla pagina social del Comune di Caserta, che accompagna la nascita della struttura prefabbricata che sarà “forse” destinata alla degenza dei prossimi ed eventuali ammalati di Covid -19. Marino per mettersi al riparo dalle critiche, che già stanno piovendo da più parti e in particolare dai canali social, rispetto all’ennesimo spreco di denaro pubblico, sceglie di seguire il vecchio adagio che consiglia che la migliore difesa è l’attacco. Eh no, il nostro sindaco non può permettersi di fare una brutta figura con lo sceriffo De Luca, che è in piena campagna elettorale, e che oggi in pompa magna si è recato nell’area parcheggio dell’Ospedale di Caserta, per procedere ad una sorta sopralluogo e di “benedizione”. L’area interessata dall’intervento è la stessa che è stata oggetto di sequestri e indagini della magistratura, ma questo è un dato per il momento superfluo. Ma torniamo al nostro governatore De Luca, che a Caserta dovrebbe essere particolarmente affezionato e forse per questo ci ha regalato questo enorme ospedale della LEGO, forse è stao un modo per sdebitarsi con i casertani? Eh già, e dove lo trova un capoluogo di provincia con un elettorato così fesso e con dei dirigenti di partito così generosi, così tanto da cedere il posto utile in lista alle passate politiche affinché il suo amato figliolo potesse sedere in Parlamento alla pari di un Gigino Di Maio? Già perché a Vincenzo, il fatto che un web master, nonché bibitaro del San Paolo, sia una delle figure di spicco del Governo Italiano è una cosa che proprio non riusciva a digerire, manco con la gassosa del 2001 regalatagli proprio dal suo odiato Gigino, una di quelle della riserva personale. Insomma, ci teneva così tanto che per rispondere allo smacco subito, ha fatto carte false per garantire la candidatura blindata al suo erede. Va bene, Di Maio intanto è ministro, ma il giovane De Luca ha tutte le carte in regola per diventarlo anche lui, tanto c’è papà che ci pensa. Ma torniamo alla struttura che ospiterà il reparto Covid-19, nel video il primo cittadino, dice e non dice, o meglio con fare da vero anchorman, elenca le caratteristiche tecniche del nuovo impianto, lo fa con tanta di quell’enfasi che la mascherina gli cala dal viso. Un Marino smascherato? No, piuttosto lo definiremmo preoccupato, si è preoccupato di spiegare bene che parte dei 30 milioni di euro della Regione Campania dovevano essere spesi e sono stati spesi sul parcheggio dell’Ospedale S. Anna e S. Sebastiano anziché procedere alla ristrutturazione di una struttura già esistente, si è preoccupato di aggiungere che qualora questa struttura modulare ancora in costruzione non servisse a fronteggiare l’epidemia che ormai è in fase discendente, questa sarà utilizzata per altre attività sanitarie di supporto al nucleo centrale del nosocomio, ma ancor di più, eccedendo anche nei termini, e questo denota un forte nervosismo da parte del sindaco, ne ha approfittato per prendere le distanze dalla questione Policlinico, tirandosene fuori e tirando fuori anche De Luca. Ma se lui e De Luca non hanno responsibilità sulla questione Policlinico, e se questi fondi spesi per la costruzione della struttura Covid 19 a Caserta non sono l’ulteriore spreco di denaro pubblico, perché Marino si spertica in una inutile arringa difensiva? Noi ci auguriamo per il bene della città che il neo reparto rimanga vuoto almeno per questo primo periodo, dopo saremo inflessibili nel giudicare se questa struttura troverà un riscontro nelle complesse dinamiche di una azienda ospedaliera di rilievo nazionale o sarà l’ennesima cattedrale nel deserto costata milioni dei nostri euro. Nel video Carlo Marino afferma perentoriamente che lui ci mette la faccia e che i buffoni stanno a casa, noi speriamo per lui che questa volta non si debba pentire di non aver taciuto.

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