PREVEDIBILE, SCONTATO, INCERTO…IL DOPO CARLO MARINO?

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   –     di Nicolò Antonio Cuscunà     –

Sarà scadenza naturale o anticipata?, proviamo ad immaginare cosa potrebbe accadere nel dopo Marino.

PIO DEL GAUDIO 2 150x150 PREVEDIBILE, SCONTATO, INCERTO…IL DOPO CARLO MARINO?Nelle elezioni amministrative del 2016 il sindaco in carica Carlo Marino venne eletto al ballottaggio, contro l’ex magistrato Riccardo Ventre. Le elezioni avvennero anticipatamente alla naturale scadenza per le tristi note vicende accadute al sindaco Pio Del Gaudio. Trasformato da sindaco in carcerato nel breve volgere di 20 giorni. All’epoca bussava alla porta il rinnovo del Consiglio Regionale campano, per cui, le regole piratesche d’arrembaggio, insieme all’assenza del collante-regole dei vecchi partiti, depauperavano la maggioranza consiliare del sindaco Del Gaudio. Il primo cittadino, nottetempo e platealmente venne arrestato, tratto in galera, mediaticamente massacrato e messo alla gogna pur essendo INNOCENTE. (Libro-autobiografico: Guai a chi ci capita).

carlo marino PREVEDIBILE, SCONTATO, INCERTO…IL DOPO CARLO MARINO?Elezioni anticipate con 8 candidati a sindaco sostenuti da 22 liste, solo tre riconducibili a partiti nazionali, F.I., P.D. e F.d.I.. Le altre cosiddette civiche, composte da politici di lungo corso, esperti trasformisti, arrampicatori sociali, ambiziosi carrieristi, nostalgici del passato non pentiti, cultori dell’1/6, amici del bar-sport, associazioni di condomini, di quartiere e disoccupati in cerca di sbarcare il lunario. Tutti con un comune denominatore “AMORE per CASERTA.  Risultato? AMMINISTRAZIONE MARINO.

Dal giugno 2016 ad oggi, poco meno di 4 anni dall’ingresso di Marino al Comune, la geografia-topografica del consiglio comunale è variata. Varrebbe la pena rammentare i movimenti avvenuti all’interno della maggioranza, le dimissioni, le entrate e le uscite, la scomparsa di alcuni gruppi e la nascita di nuovi, la rottamazione di assessori con nuovi assunti, il ruolo delle minoranze e le invisibili linee di demarcazione tra i favoritismi le strizzatine d’occhio e gli ammiccamenti, la falsa opposizione, i ruoli personalistici e di consiglio comune caserta PREVEDIBILE, SCONTATO, INCERTO…IL DOPO CARLO MARINO?gruppo.  Al contrario, ritenendo non utile allo svolgimento di queste considerazioni ad alta voce, affidiamo alla memoria dei lettori il ricordo dei trascorsi  accadimenti.

Abbiamo più volte scritto le difficoltà d’affrontare per amministrare la “res publica”. Ristrettezze di finanza ed economia spesso impediscono il mantenimento degli impegni programmatici. Reggere la coesione di un consesso pubblico senza i collanti ideali, valoriali e morali, non è cosa facile. Il tramonto dei Partiti, per intenderci quelli della cosiddetta Prima Repubblica, in particolare in ambito locale ha generato i “RAGGRUPPAMENTI FAI DA TE”. Gruppi e movimenti che nascono e muoiono nell’arco celebrativo di una campagna elettorale, tenuti insieme anche da spinte emozionali valide, molto spesso dimenticate per strada e sostituite da intendimenti meno nobili. I Partiti Prima e Seconda Repubblica hanno generato sfiducia verso le Istituzioni e i loro rappresentanti. Quelli nati dalle loro ceneri e metamorfosi non hanno invertito la tendenza, al contrario, l’hanno aumentata giorno per giorno ed a dismisura.

I residuali partiti ed i cosiddetti nuovi movimenti, nati dall’emotiva sfiducia verso la politica, quotidianamente si palesano peggiori dei precedenti. Questi soggetti privi di radici storiche ideali e valoriali, mancanti di cultura amministrativa e di governo, spesso di cultura scolastica, aumentano la “crisi senza ritorno” della democrazia partecipativa.

Questo è il quadro d’insieme in cui opera la “giunta Marino”, e nel quale si troverà ad operare con ALLA PORTA le imminenti ELEZIONI REGIONALI. Riuscirà a mantenere integra la raffazzonata maggioranza, riuscirà a produrre collante sufficiente per tenersela stretta e ultimare il mandato?

Conoscendo il soggetto, anaffettivo e con le spalle ad imbuto, siamo certi non tralascerà nulla al caso ed esaudirà i desiderata, le richieste, gli appetiti, le ambizioni ed i sogni dei Suoi sostenitori.

Perché queste riflessioni ad alta voce, con quale scopo a quali fini?

Il nostro dire è essenzialmente indirizzato ai cittadini, le situazioni illustrate non calzano solo alla città di Caserta ma possono sovrapporsi a tutte le città grandi e piccole d’Italia.

L’allarmante quadro non illustra solo i toni cupi delle rappresentanze “fai da te”di liste civiche, movimenti d’amore, d’ambiente e di sfogo. La tela illustra la situazione non meno grigia dei partiti e movimenti nazionali. Basta analizzare l’operato dell’avvocato Carlo Marino, passato da assessore di peso col centrodestra della giunta Falco a fondatore del Partito Democratico di cui oggi è massimo rappresentante.  L’attuale sua coalizione di centrosinistra è sorretta da soli 2 voti, richiesti ed ottenuti dall’estrema destra. Non disdegna sostegni a Forza Italia, né rinuncia agli stessi per la Presidenza dell’A.N.C.I. Campania.   Giunta di sinistra, il cui operato è avversato da tutte le associazioni ambientaliste laiche e non allineate operanti nella città. Il PD di Caserta, come quello nazionale, di “sinistro” ha solo il ghigno e non il rispetto della cultura socialista.

Cosa dire dello schieramento “politico” opposto? Ancor peggio.

Merito attrattivo del carroccio leghista e della Giorgia nazionale, in provincia e nel capoluogo, tranne qualche piccola eccezione, sono il proliferare dei raggruppamenti salviniani e dei fratelli tricolori.  Proclami, parole d’ordine e banchetti stradali, foto, video e gli striscioni postati sul web, ma non una sola attività politica degna di tale nome. Caserta elegge in Parlamento un senatore proveniente da Roma, nominato a mezzadria tra sovranisti e leghisti-tricolori. Stessa cosa per il PD, Forza Italia e 5 Stelle, non ne conosci il nome il volto e l’operato. Non immaginiamo il sistema selettivo praticato da questi partiti per la cernita degli iscritti; cernita praticata con maglie larghe o strette, staremo a vedere. Se il buon giorno si vede dal mattino, dopo gli arresti eccellenti di neo eletti in Calabria, il partito della Meloni, come quello di Salvini hanno da prestare grande, grande attenzione.

Imbarcare marinai, mozzi, nostromi e ufficiali di coperta per salpare velocemente e senza vagliare il libretto d’imbarco è preludio di naufragio o di ammutinamento. Accettare marittimi provenienti da altri natanti è un messaggio contrario al desiderio di cambiamento voluto dalla maggioranza degli elettori. Basare la rotta e la navigazione solo confidando nel vento in poppa proveniente dai leader nazionali è come avviare la nave alla deriva delle correnti per farla bloccare nella bonaccia.

Queste considerazioni sono svolte senza ristrettezza mentale ed in piena e consapevole libertà d’espressione. Sono indirizzate all’attenzione degli elettori, unici a doverle conoscere ed analizzare per effettuare future scelte. Doverose scelte da farsi nella consapevolezza che da esse dipenderà il proprio futuro. Per non bissare errori, per non piangersi addosso, per non continuare a girarsi dall’altra parte… Per ritornare alla partecipazione, all’analisi, al confronto e all’assunzione delle proprie responsabilità civili e morali.POLITICA FUTURO INCERTO PREVEDIBILE, SCONTATO, INCERTO…IL DOPO CARLO MARINO?