STORIA DELLA DISABILITA’ DALL’ANTICHITA’ AI TEMPI MODERNI: UNO SGUARDO ALL’ASPETTO ARTISTICO DELLA DISABILITA’

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Dalla “creatura orribile” del mondo greco-romano alla teratologia ottocentesca, ossia “i mostri della natura”, dalle pedagogie speciali incrementate a partire dal Seicento agli stermini della folle Germania nazista, la disabilità ha sempre caratterizzato la storia del genere umano. Lo denuncia nella sua opera “Storia della disabilità: dal castigo degli Dèi alla crisi del welfare” l’autore Matteo Schianchi, laureato in Storia contemporanea e ricercatore, appassionato di saggistica sulla disabilità: collocare il discorso “disabilità” in chiave di lettura storica, potrebbe essere una cosa piuttosto insolita ma la disabilità, quando non è da evitare o da compatire in modo più o meno benevolo, invoca immediatamente un prontezza non solo di cose da fare e azioni da attivare, ma anche complessità di discorsi, analisi centrati sull’oggi e possibilmente sul domani, avviata considerando le generali forme di esclusione in cui la maggior parte delle persone con disabilità è costretta a vivere. Si pone così l’attenzione sulla condizione in contrasto con il diritto e la vitale necessità di essere considerati (seppur nella diversità) individui e cittadini al pari degli altri ancor prima che “soggetti passivi” da assistere, di cui prendersi cura o compatire. La storia insegna che le cose accadute nel passato devono servire per costruire il futuro: disabili e disabilità sono concetti abbastanza recenti ma identificano in modo abbastanza chiaro alcune tipologie di persone e loro relativa vita associata ad una condizione sociale biologica ed esistenziale, che è esistita da quando è esistita la storia dell’umanità.  Il tema della disabilità ha interrogato l’idea che l’uomo si fa della propria natura, suscitando domande sul confine tra l’umano e non umano, ciò che è normale e ciò che invece è anormale, la vita dalla morte, ponendo interrogativi sulle ragioni per cui si sviluppano degli anomalie  che si discostano da quella che è considerata la normalità e addirittura sulla possibilità di curarle, guarirle, gestirle o normalizzarle. Nel mettere in atto dimensioni tanto complesse, la questione da secoli ha attraversato l’immaginario collettivo, le paure singolari, percorrendo le varie culture, dalle più dotte e popolari sforando tra magia, filosofia, religione, teologia, lavoro, politica, medicina, scienze e tecnica. In conclusione, la disabilità ha suscitato costantemente una serie di questioni di diversa natura  collocate su due piani principali: da una parte l’uomo ha cercato di capire e di spiegare il senso della disabilità e la “presenza”, il motivo di questa in alcuni soggetti, dall’altra parte invece si è continuamente affermata la necessità di assegnare un “posto” e di collocare all’interno e/o all’esterno di gruppi sociali, gli individui portatori di disabilità.

7 Commenti

  1. Purtroppo la società odierna ha ancora una mentalità molto chiusa e questo la porta a pensare che tutti dovremmo rispettare certi canoni per essere classificati “umani normali”. Essere cieco, autistico, privo di una gamba non rispetta secondo loro i “canoni di persona normale” e perciò li si ignora. Assistiamo quotidianamente a delle scene raccapriccianti, dove si vedono persone trattate come oggetti.
    Mi auguro che un giorno ci sia almeno più umanità.
    Grazie di questo articolo, Dottoressa.

  2. Con i tuoi articoli riesci ad aprire sempre nel lettore spunti di riflessione cosi da poter aggiungere conoscenze nuove al tema della disabilità.
    Grazie, buon lavoro !

  3. Grazie come sempre per la tua sapienza ed impeccabile cultura sulla materia. Ogni tuo articolo, arricchisce la mia persona.
    Chapeau a te Mariarosaria e buon fine settimana.

  4. Come sempre un articolo interessantissimo e molto chiaro. Ogni volta arricchisco le mie conoscenze riguardo la tematica inerente la disabilità.

  5. Questo articolo è veramente interessante ho letto cose che non conoscevo. Una cosa è chiara la disabilità è sempre esistita da quando esiste il mondo

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