CRISI PD CASERTANO, LO SFOGO DI OLIVIERO, DE MICHELE, MARCIGLIANO, LETTERA, MORETTA E TRESCA

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Nota firmata da Gennaro Oliviero, Franco De Michele, Ciro Marcigliano, Salvatore Lettera, Pinuccio Moretta ed Enrico Tresca in questi giorni di crisi del PD in Campania e soprattutto nel casertano.

La vita democratica del PD si compie e si sviluppa per il tramite dello Statuto e del Regolamento nazionale che definiscono organizzazione e funzionamento del partito che ha storia ben diversa e profonda dal clima di leggerezza in cui lo si vuol far vivere tra diktat e liste di proscrizione.

La situazione rappresentata attraverso la stampa di questi giorni descrive, in Campania e nella provincia di Caserta, dinamiche affrontate con lo sguardo di chi vuole determinare scenari apodittici per fare pulizia etnica e non chiarezza.

Vengono a tal fine utilizzate posizioni strumentali di chi, autoproclamatosi accusatore, giudice ed esecutore, profila deliranti responsabilità e conseguenze al fine di poter definire le nuove regole.

Si inneggia all’applicazione dello Statuto e del Regolamento nazionale, come se fino ad oggi fossero stati applicati quelli della bocciofila di paese.

Della confusione artata creata ai vari livelli regionali e nazionali, delle argomentazioni opposte alla  Commissione nazionale di Garanzia sulla scorta di fatti, della querelle mediatica alimentata per offendere l’intera comunità democratica nessuna notizia ma solo maldestri tentativi di mistificazione e di induzione ad agire contro.

In questi giorni di agosto, in cui si mitiga lo stress del quotidiano ricercando forme di serenità e riposo, c’è ancora chi butta benzina sul fuoco, sperando di lucrare sulle ceneri di tutti.

Per tutto questo, siamo basiti e preoccupati, per la nostra comunità politica fatta di donne e di uomini che credono in questa esperienza politica e che rivendicano con determinazione la loro dignità di partecipazione.

E’ in gioco la prospettiva del PD a Caserta e in Campania.

Per questo, chiediamo e non da oggi, in nome della comune prospettiva politica, che siano effettuate tutte le verifiche possibili per accertare se a Caserta siano accadute attività differenti da quelle occorse da Alessandria a Voghera. Sia valutata, l’appartenenza “storica” al Partito Democratico come elemento non sindacabile. Siano esaminate le vicende di chi nelle assemblee elettive ha preso e mantiene posizioni alternative e in contrasto col PD, pretendendo poi di avere voce all’interno del Partito e quella di chi, da posizioni autorevoli, li ha incoraggiati e sostenuti. Siano studiati i “numeri eccessivi” di Caserta, rapportandoli alle iscrizioni fatte nel resto della regione e d’Italia. Siano valutate le modalità di pagamento, al fine di riscontrare se le improprietà di Caserta siano state ritenute legittime ovunque.

Sono risposte attese dalla gente. C’è l’urgenza di collaborare con i Commissari provinciale e regionale per realizzare, in tempi utili, una legittima fase congressuale.

Il dato è politico, da una parte chi vive e si consuma per i destini del territorio, tra la gente, nelle sezioni, tra i militanti e i simpatizzanti, sostenendo le amministrazioni in questa difficile fase di programmazione del PNRR e chi ancora vive della politica dei salotti e dell’oneroso discredito. C’è una “politica dentro” i processi ed una “politica altra” che, libera da impegni, prova a sovvertire la realtà ed i bisogni dei territori. In Campania, il Presidente De Luca e tanti altri amministratori lavorano per una prospettiva concreta, mentre c’è chi ancora pensa di alimentare interessate strategie.

E’ questo il momento della verità, tra la perdita di quota e di consenso ed il lavoro necessario per dare forza e rilanciare la prospettiva democratica. C’è la necessità improcrastinabile di ricercare vie di uscita vere e condivisibili per restituire al PD di questa Terra il ruolo che gli compete alla vigilia di ineludibili appuntamenti politici ed elettorali.

Dinamiche virtuose e ben distanti da sommari diktat.