PS DEL SAN ROCCO ALLO SBANDO, IL NURSIND SCRIVE AL DG BLASOTTI

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Il segretario territoriale del Nursind Antonio Eliseo, ha inviato una nota al Dg dell’Asl Amedeo Blasotti, avente per oggetto la pessima organizzazione del Ps del PO San Rocco di Sessa Aurunca. “Il NurSind in merito alla gestione ed alla mancata ottimizzazione della forza lavoro afferente alla UOC di Accettazione Medico -Chirurgica e Pronto Soccorso del P.O. San Rocco di Sessa interroga il Direttore Generale della Asl di Caserta. -si legge nella nota-Visto che le attuali condizioni di lavoro pongono gli operatori sanitari ad erogare una assistenza sufficiente a garantire l’applicazione dei LEA con estrema difficolta. Pertanto è doveroso da parte sua migliorare tale ottimizzazione del lavoro per garantire sicuramente una migliore qualità della risposta assistenziale e rendendo meno alta l’incidenza di eventi avversi sia in emergenza/ urgenza, che nell’applicazione dei piani terapeutici da somministrare ai pazienti in OBI. Si ricorda che i posti letto in OBI sono 4, che questa soglia viene continuamente e abbondantemente superata (mentre le scrivo sei pazienti presenti, due in sedia comoda da gestire). Infine vi sono due stanze adiacenti al Pronto Soccorso per la gestione dei pazienti Covid. Verosimilmente il tutto in assenza di un percorso sporco / pulito. Complessivamente la dotazione organica degli infermieri afferenti al Pronto Soccorso per il comparto è composta da 19 infermieri spalmati su cinque turni. Parte di questo personale è a tempo determinato, ma questo incide relativamente, a meno che non debbano consumare giorno di ferie, poi ci sono 2 Oss. Va Ribadito inoltre, che la mancanza di un’area dedicata al Personale rende la vivibilità di quel luogo praticamente difficile. Esimio Direttore lavorare in un luogo come il pronto soccorso richiede da parte degli operatori ad esso afferenti, lucidità mentale, prontezza nel comprendere la scena che si presenta, competenze specifiche. Chiedere di lavorare un turno di servizio di 18 ore significa non aver ben chiara l’attenzione che ogni infermiere deve compiere nei suoi atti assistenziali. Quattro unità a turno che iniziano il proprio turno non avendo contezza di ottenere lo smonto, 4 infermieri, uno per la postazione di triage prevista dalle linee guide ministeriali anche per la gestione del sovraffollamento dei PS, mai applicate al PS di Sessa Aurunca, uno per i pazienti in OBI considerando che i minuti di assistenza diretta si modificano se il numero dei ricoverati sale, uno per il paziente Covid, quello deve essere dedicato per la necessaria gestione. Ci resta un solo infermiere alla gestione e presa in carico del paziente in emergenza, con la speranza che non sia un paziente con fragilità (psichiatrico), perché lei potrà solo immaginare come sia difficile la gestione. Inoltre, visto che non esiste un coordinamento dell’Unita Operativa c’è poi da sobbarcarsi il magazzino, la farmacia. Possiamo finalmente Direttore, comunicarle con viva soddisfazione, che dopo sei mesi, il personale del Pronto Soccorso ha un lavabo dove potersi lavare le mani. Lo stesso era stato chiuso per una perdita d’acqua chi si infiltrava in Rianimazione. Egregio dottor Blasotti questa è la condizione della quotidianità vissuta al P.O San Rocco di Sessa, dove il personale meriterebbe ben altre attenzioni. Ci auguriamo Direttore che nei confronti di questo personale che ha avuto solo il coraggio di chiedere una migliore organizzazione del lavoro, non si mettano in atto ritorsioni di qualsiasi natura. Il NurSind la individua come garante degli stessi. Ci dispiacerebbe molto leggere di cose poco piacevoli”.