RIFIUTI NEI CANALI DI BONIFICA, L’APPELLO DEL CONSORZIO DI BONIFICA VOLTURNO

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IL PROTOCOLLO–COMUNI INCREMENTA IL LIVELLO DI SICUREZZA IDRAULICA MITIGANDO UN ANNOSO PROBLEMA AMBIENTALE

CASERTA – Il Consorzio Generale di Bonifica del Bacino Inferiore del Volturno lancia un appello ai 77 Comuni ricadenti nel nuovo Comprensorio di bonifica che, dopo l’acquisizione del territorio dell’ex Consorzio Aurunco, si estende su oltre 157.054 ettari tra le province di Caserta e Napoli: è possibile incrementare il livello di sicurezza idraulica di un’importante fascia di territorio regionale accrescendo la collaborazione tra Comuni e Consorzio di Bonifica Volturno: con la rimozione ed invio a smaltimento di quei rifiuti di ogni genere che purtroppo, sempre più spesso, vengono rinvenuti nei canali della rete scolante e irrigua del Consorzio, provocando, oltre alle immaginabili negative conseguenze ambientali, anche problemi di deflusso delle acque nei periodi di pioggia.

Per ovviare al doppio inconveniente, ambientale ed idraulico, è sufficiente che i Comuni attraversati dai canali sottoscrivano il Protocollo di intesa, che fu già predisposto ed approvato il 17 gennaio 2019 innanzi a Gerlando Iorio, viceprefetto di Napoli, all’epoca incaricato per il contrasto del fenomeno dei roghi di rifiuti nella regione Campania. Fino ad oggi solo alcuni degli enti locali hanno sottoscritto questo protocollo, mentre altri pur collaborando con il Consorzio non l’hanno ancora formalmente sottoscritto.

Per avere idea dell’ampiezza del problema basti pensare che il Consorzio di Bonifica Volturno gestisce quali canali principali di recapito delle acque il Savone-Lanzi, Regia Agnena, i Regi Lagni e il canale Camaldoli-Quarto, oltre ad una fitta rete scolante tributaria di ben 1.680 chilometri.

“Nella sostanza – spiega il Commissario del Consorzio di Bonifica Volturno, Carlo Maistoil protocollo precisa le competenze: nel canale dove siano stati sversati da ignoti rifiuti, il Consorzio di bonifica è competente ai fini della manutenzione per la tutela della funzionalità idraulica dei corpi idrici, come disposto dal Regio Decreto 13 febbraio 1933 n. 2015 e dalla Legge regionale della Campania n.4 del 25 febbraio 2003. Ma i rifiuti rilasciati da ignoti nei canali, ovvero sulle sponde, sono di competenza dei Comuni quindi devono essere raccolti, trasportati e conferiti dai Comuni, come disposto dall’articolo 198 del Testo Unico per l’Ambiente”.

Pertanto, il protocollo serve a rendere consequenziali ed efficaci le due distinte azioni di sollevamento ed allontanamento: “Sottoscrivendola– sottolinea Maisto – gli enti entrano in contatto diretto e il Consorzio può compiere le proprie attività, finalizzate a liberare da ingombro i canali, d’accordo con i Comuni interessati, che hanno gli strumenti per allontanare i rifiuti dalle sponde e portarli in discariche autorizzate.

 I rifiuti allontanati dai canali non sono penalizzanti per i Comuni: “Infatti – conclude il Commissario – l’attività di raccolta e smaltimento lungo le sponde non incide sul bilancio della raccolta differenziata, in quanto i rifiuti così raccolti entrano in categoria 0: non rappresentando quindi titolo penalizzante sugli incentivi che toccano agli Enti locali per una migliore raccolta differenziata”.