OSPEDALE, MENO MALE CHE CAROZZA C’È…

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(f.n.) – Apprendiamo da un commento assai illuminante, peraltro confortato dalle ultime news provenienti da Radio Ospedale, come la nostra meraviglia sulla “quasi” ubiquità del dottor Michele Carozza, percepibile in ogni vicenda ospedaliera di una certa importanza, non abbia motivo di esistere…Perché, vivaddio, ogni cosa ha la sua spiegazione e dunque anche questa! Nonostante gli incarichi ufficiali del succitato, siano quello di responsabile dell’autoparco e di Rup della munnezza, il Carozza ha, visibilmente, la facoltà di interferire e decidere su faccende che vanno ben oltre, i confini del suo territorio d’azione, e dunque, se ciò accade, come accade, significa che una delle ragioni elencate di seguito è quella giusta, con riferimento ai piani superiori deputati al controllo e alla gestione…:”lo chiamano, non sono interessati a ciò che fa, nella misura in cui sono indifferenti a  tutto ciò che non riguarda la loro scrivania, non se ne accorgono, lo cercano, lo interpellano, lo delegano, si affidano”….Ebbene, tanto per essere meticolosi, se le motivazioni prendono corpo e sostanza, anche in questo caso un’altra ragione a monte di ogni ragione succitata, ci sarà, o no? Indolenza, incapacità, limitatezza, menefreghismo, distrazione, comodità o addirittura necessità o ancora più in là…obbligo…obbligo? La fantasia ha un suo preciso diritto inalienabile, che è quello di sbrigliarsi ogni tanto e se il dottor Carozza può uscire dal seminato, ebbene, possiamo farlo anche noi, n’est pas?, del resto chi glielo consente è di per sé, già abbondantemente fuori dal seminato, da un bel pezzo… Bene, allora veniamo al dunque. Caro signor Carozza, questo nostro povero Ospedale, risente di alcune carenze croniche, in aggiunta ad episodi di gravissima, a nostro parere, leggerezza e rilassatezza spirituale, per non parlare dell’incoerenza galoppante e dell’incostanza intellettuale, che caratterizzano in massima parte il pensiero e le azioni della troupe scritturata dall’attuale politico in carica e dai suoi attendenti, che staziona nella palazzina “grigiotopospento” in fondo al parco.  Secondo gli addetti ai lavori, che gentilmente commentano i nostri articoli, l’unico che veramente mostra attaccamento all’Ospedale e che si dà da fare è lei, quindi, da oggi noi rivolgeremo le nostre suppliche proprio a lei, affinché si possa ottenere un po’ di luce in questo buio affumicato, in cui si muovono come ombre indistinguibili due masse opache ed inerti ormai…intelligenza e umanità… Innanzitutto vorremmo pregarla di prendere decisamente in considerazione, la faccenda delle infezioni, perché noi non possiamo tenere ancora per molto tempo, quello che si dice volgarmente “il carro per la scesa” e da un momento all’altro, per non finire schiacciati sotto la pressione continua delle lamentele e delle richieste, dovremmo aprire, obbligatoriamente, uno squarcio nel mare magnum, delle fesserie che i notabili di questo Ospedale, vanno regalando in giro in materia di infezioni. Companeros, se tutti ci siamo sentiti offesi quando si parlò di Ospedale della camorra, considerando veramente ingiusta, una etichetta che faceva giustizia sommaria e sconsiderata, di tante oneste professionalità, nessuno di noi avrà il diritto di meravigliarsi o anche soltanto di fiatare, quando esploderà il caso di Ospedale delle infezioni…n’est pas? Ci affidiamo a lei, che può…Continuando, caro Carozza, la lavanderia non consegna le divise e la preghiamo di intervenire con la sua ben nota autorevolezza, per non parlare dei cartoni al posto dei tappetini, che qualche apparatore di professione, predispone agli ingressi vari, nelle giornate di pioggia e dei tombini sporchi ed intasati nei viali…Teniamo ben presente che, con l’inizio della stagione delle piogge, navigheremo nelle pozzanghere…Caro Carozza i contenitori della munnezza sono pieni, se n’è accorto?, ed ogni volta che facciamo una incursione dalle vostre parti, è sempre la stessa storia…non ci si deve lamentare se scriviamo che l’ensemble, provoca un leggero disgusto, o no? E cosa dire dei servizi igienici riservati al pubblico?, sempre invariabilmente lerci e luridi ed il parcheggio dei dipendenti? Ne vogliamo parlare? Ed il punto ristoro?, assolutamente troppo caro…ed il bar è ancora chiuso ma forse lei, sarebbe la persona adatta a sbloccare il tutto, o no?, noi ne siamo certi! E veniamo al problema più importante, che merita tutta la sua attenzione e lei, siamo sicuri…non mancherà di dedicarcisi. La lista d’attesa relativa agli interventi chirurgici è troppo lunga e la lista d’attesa per gli ambulatori, è minimo a tre mesi… Non si può continuare e sopportare oltre…La preghiamo di intervenire, dopo di che… dovrà dedicarsi ai concorsi in avaria…e ai giochetti che stanno allestendo nuovamente intorno al famoso concorso della vergogna, quello relativo ai 29 assistenti amministrativi…ricorda?, ma…ne parleremo a lungo tra poco. Ci raccomandiamo intanto alla sua dedizione nei confronti dell’Ospedale, per porre fine a questa anarchia legittimata dalle sonnolenze croniche, in fondo al parco, unicamente sensibili al suono dello scalpello che avanza al ritmo del Pnrr…In attesa per fotografare i risvegli ritmici, avremo tempo per tutto…Graziassai! Hasta la vista!

3 Commenti

  1. Dottoressa buongiorno, Lei ritorna spesso su questo concorso degli assistenti amministrativi ma se ormai dopo quasi 2 anni nulla è stato fatto si vede che nulla hanno trovato di rilevante. Che poi che mai potrà succedere? È un concorso pubblico come tutti quanti gli altri….
    Il dottor Carozza è una persona perbene, Lui proprio ci vuole per fare chiarezza e per debellare tutte le inefficienze del nostro ospedale. Carozza persona chiara e cristallina. Il Carozza.

    • Lei Antonio meriterebbe una risposta come il Carozza ne meriterebe due ma considerato l’alto livello di cultura del secondo non posso rispondere al primo.

      • Mi dispiace tantissimo che non mi onori della tua risposta…. Ma sappi che prima di rispondermi esiste anche l’ironia, il sarcasmo e la satira.
        Detto questo, aspetto la tua risposta. Puoi anche offendermi, perché chi si offende è fetente.

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