CAMPANIA: ECCO IL DOSSIER SANITÀ, LE PROPOSTE DI FRATELLI D’ITALIA

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%name CAMPANIA: ECCO IL DOSSIER SANITÀ, LE PROPOSTE DI FRATELLI D’ITALIAIn pochissimi giorni, alcuni rapporti di istituzioni specializzate e indipendenti hanno offerto una fotografia adir poco impietosa dello stato della Sanità in Campania, maglia nera in Italia e forse in Europa per l’assistenza sanitaria: da noi il diritto alla salute è semplicemente negato, i cittadini campani sempre più spesso sono costretti a pagarsi qualsiasi tipo di prestazione, diagnostica o interventistica, salvo dover ricorrere, con intollerabili sacrifici, alle strutture private scongiurare le gravissime conseguenze delle liste di attesa.
E’ quanto emerso oggi dall’incontro stampa svoltosi oggi nella Sala “Mariella Cirillo” della Città Metropolitana di Napoli  dal titolo “Dossier sanità: il caso Campania”, promossa dal consigliere metropolitano di Fratelli d’Italia Giuseppe Nocerino e introdotto da Alessandra Caldoro del coordinamento cittadino di FdI.
“I dati sulla rinuncia alla cura sono drammatici e troppo spesso quando si arriva ad avere una diagnosi è tardi – avverte Alessandra Caldoro –ed è per questo che, riprendendo una idea di qualche anno fa proporrei “il voucher per la salute” per le fasce più deboli, per chi non: chi non può aspettare i tempi delle liste d’attesa e i blocchi delle prestazioni, può accedere ad un voucher con il quale potere eseguire gli accertamenti necessari privatamente. Si possono salvare vite e risparmiare, perché se prese in tempo, molte malattie si possono curare tempestivamente prima che vadano ad aggravarsi con un sovraccarico esponenziale dei costi sul bilancio della sanità”.
“Il dato che fotografa il disastro dell’assistenza sanitaria in Campania, e che il dato peggiore in Italia, è soprattutto quello riferito a quei decessi prematuri che non si sarebbero dovuti verificare  – spiega Luigi Rispoli, componente della direzione  nazionale di FDI – se le cure fossero state efficaci e tempestive e per i quali esistono interventi diagnostico-terapeutici di già provata efficacia. Parliamo di 81,41 decessi per 100mila abitanti che si sarebbero potuti evitare se fossero stati residenti in un’altra regione”.
Sulla qualità dell’assistenza  – è stato rilevato – pesano anche l’insufficienza del personale, la relativa età media avanzata, il sovraccarico lavorativo, le aggressioni fisiche, l’esposizione ai contenziosi medico-legali, gli scarsi riconoscimenti economici e la diffusione di una “sottocultura” sempre più ostile alle professioni sanitarie.
“C’è, però, una grossa responsabilità politica che determina grosse carenze organizzative  – rimarca il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Giorgio Longobardi  , che finiscono per diventare la causa principale del malessere lavorativo del personale medico e paramedico. Il deficit organizzativo e il mancato coinvolgimento della componente dei lavoratori nelle decisioni incidono di fatto in maniera negativa sulle attività dell’intero comparto”.
Per il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Marco Nonno, “non serve più raccontare una sanità come quella che vediamo nei telefilm americani, né prendersela con il governo, che sta lavorando per migliorare l’accesso alle prestazioni sanitarie e rendere trasparente l’intera filiera delle liste di attesa, ferme restando le competenze regionali in materia: per quanto ci riguarda bisogna chiamare a raccolta tutte le componenti che operano nel mondo della sanità convocando gli Stati Generali della sanità perché siamo convinti che occorre una Patto per la Salute che coinvolga nei processi decisionali la componente dei lavoratori”.