OSPEDALE, CONCORSI DELUDENTI & GLI ANARCHICI DEL 6° PIANO

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(f.n.) – Un domani tutto si potrà dire del Dg dell’Aorn Gaetano Gubitosa, tranne che nel periodo di permanenza a Caserta, abbia battuto la fiacca…peccato però, che il bravo Dg abbia speso “di sua vita il più bel fiore”, e le sue migliori e più vigorose energie, nell’esercizio mentale di elaborazione raffinata dei concorsi sartoriali e precostituiti in cui si distingue l’Aorn di Caserta…sovente lasciando che il resto dell’Ospedale, se la strigasse, secondo pessime e rituali abitudini, assurte, in virtù dell’abituale distrazione delle varie gestioni, al rango di regole non scritte, ma applicate. E’appena il caso di evidenziare che gli effetti, i personaggi, i drammi o peggio, di un tale ignobile, ma tanto comodo andazzo, per un tacito accordo orientato al mutuo soccorso tra le parti, non venivano mai resi noti, restando ovviamente protetti, “intra moenia” dove la parola d’ordine è da sempre: “una mano lava l’altra e tutte e due preparano la cofecchia”. Capita però che ogni tanto, qualcosa non vada per il verso giusto, anzi… vada per un verso troppo giusto e si rimanga “stupetiati” da un colpo improvviso di sana ed onesta coerenza… questa sconosciuta. Andiamo per ordine…Devoto alla tradizione del “concorsofaidame”, come tristemente avevamo paventato qualche giorno fa, il Dg ha impresso le sue manine da pranoterapeuta, anche sul concorso per la direzione della UOC di Chirurgia maxillo facciale e, quasi si fosse divertito a fare esattamente il contrario di ciò che molti si auguravano, con cognizione di causa, che facesse, invece di favorire la giusta e meritata valorizzazione delle eccellenze formatesi alla scuola del professor Franco Peluso, si è adoperato, ovviamente soltanto “con la forza del pensiero”, affinché il responsabile ff della Chirurgia maxillo facciale, candidato egli stesso al concorso, non arrivasse neppure nella terna finale, ma venisse eliminato prima. Potenza del pensiero! Peccato…Invece di sprecare tante energie, il Dg avrebbe dovuto, già da tempo, preoccuparsi della qualità dei servizi di assistenza e cura dei malati, visto che l’Aorn, nonostante ciò che appare, non è un “concorsificio” per gli amici, ma un luogo in cui ci si reca, per essere adeguatamente curati e magari, sempre che la luna dei preposti a… in quel momento non sia per traverso, anche guariti. Ci riferiscono che quel giorno alle ore 19, ad esempio, la luna del personale sanitario del blocco operatorio del 6° piano, era decisamente storta…e solo a stento la si è potuta raddrizzare…Infatti, benché una delibera aziendale preveda che, in caso di urgenza chirurgica vascolare contestuale a urgenza cardiochirurgica, tale personale si debba trasferire al blocco operatorio cardio vascolare, i suddetti si sarebbero rifiutati di trasferirsi, nonostante una paziente di 78 anni, fosse arrivata al blocco cardiovascolare in urgenza, a causa di una gravissima ischemia acuta d’arto inferiore. Orbene, questi bravi sammaritani dal cuore di zucchero, avrebbero sbuffato, puntualizzando che il turno era praticamente finito e via col tango, utilizzando graziosamente le solite espressioni disinteressate, in uso alle dame di carità ed ai frati elemosinieri…Fatto è che la paziente, è stata nuovamente dirottata al blocco operatorio del 6° piano e tutto lo strumentario endovascolare, ha dovuto essere trasferito dal blocco cardiovascolare al blocco operatorio cardiochirurgico. Ce la va sans dire che il tutto, ha comportato stress e notevole dispendio di risorse umane ed un pericolo per la paziente, il cui stato richiedeva soprattutto la rapidità di intervento. L’inqualificabile atteggiamento dei sanitari in questione, è stato segnalato alla Direzione dal primario della UOC di Chirurgia vascolare ed endovascolare, la qual cosa ci meraviglia in positivo e non poco, per le ragioni di cui sopra…In genere certe cose si fanno e si disfano in famiglia come si suol dire, per questo all’esterno, il quadretto è sempre perfetto e qualora succedano accidenti o incidenti inattesi, l’abitudine stessa “all’apparare con arte” scatta automaticamente, creando e determinando nel tempo, falsi miti e ingiusti castighi e leggende ospedaliere. Noi non conosciamo questo bravo chirurgo e primario, ma qualcuno dovrebbe avvertirlo che giustizia ed onestà d’intenti turbano l’ecosistema della palazzina “grigiotopospento” in fondo al parco…quindi…Hasta la vista!