“STRADE PERDUTE”: PRECIPITIAMO NELLA VORAGINE DI DAVID LYNCH

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c47b7cf046c0af6d141f83be44f082cd e1527104572552 scaled STRADE  PERDUTE: PRECIPITIAMO NELLA VORAGINE DI DAVID LYNCH“Ci sono cose che non possono essere espresse con le parole. È all’incirca questa la natura della pittura; ed è, per quanto mi riguarda, anche quella del linguaggio cinematografico. Ciò che puoi dire con un film non può essere espresso a parole. È questo il bello del cinema”, afferma David Lynch. Comprendere la vita, il cinema, l’arte di questo regista significa precipitare in una voragine: nel suo “paese delle meraviglie” (popolato da nani, giganti, corpi senza vita di reginette del ballo), la percezione è alterata ma mai falsificata, è proiettata al di là del visibile. Sono tante -o troppe- le ossessioni che affollano la mente allucinata di Lynch, regista tra i più visionari della sua generazione, forse uno degli ultimi, come diceva Hitchcock a “pensare per immagini”: il suo cinema è un’esperienza simile a quella che si vive al risveglio, quando il mondo del sogno sfuma lentamente nella consapevolezza.

hqdefault STRADE  PERDUTE: PRECIPITIAMO NELLA VORAGINE DI DAVID LYNCH“Strade perdute” è uno dei suoi film più difficili: cos’è che succede per davvero? Cosa è invece soltanto immaginato? In realtà, si deve percepire il mistero, non la confusione. Come più volte Lynch ha specificato, il mistero è positivo e la confusione negativa: c’è una bella differenza tra le due cose. Delle tracce necessarie a una corretta interpretazione sono contenute nella pellicola: proviamo ad analizzarle. Fred Madison è un musicista jazz che vive con la sua ragazza Renee; soffre di un disturbo che lo porta ad essere spesso confuso e disorientato, quasi schizofrenico, e in preda a questo crollo inizia a dubitare della fedeltà della sua compagna. Una mattina qualcuno citofona ed annuncia che Dick Laurent è morto: da allora cominciano ad essere recapitate in casa videocassette in bianco e nero che prima riprendono la villa da fuori, e poi i due che dormono nella loro stanza senza accorgersi di essere ripresi. La polizia controlla, ma in casa non c’è nessuno. images 1 STRADE  PERDUTE: PRECIPITIAMO NELLA VORAGINE DI DAVID LYNCH

Lynch mette in scene le infinite psicosi di un uomo che prova rabbia, risentimento, gelosia e ossessione. Ci sono altrettante infinite strade percorribili: c’è realmente un disturbo, ma c’è anche immaginazione; Lynch, coerentemente rispetto ad altre sue opere, si prende l’agio di essere autonomo nel voler raccontare le sue storie.

1466599948978 scaled STRADE  PERDUTE: PRECIPITIAMO NELLA VORAGINE DI DAVID LYNCHC’è un’unione di mondi paralleli, reali e surreali: una storia c’è, e per certi versi sembra essere anche lineare, ma molti aspetti vengono celati, sfigurati. Non è importate comprendere quanto sia credibile la narrazione dei fatti, quanto piuttosto analizzare le sensazioni che si avvertono: “Strade perdute” è tanto contorto quanto appassionante. E quell’alone di paranormale è solo un valore aggiunto. Così come Lynch immagina le storie nella sua mente, così vengono riportate sul grande schermo: “Strade perdute” è il suo incubo/sogno. È una combinazione di elementi: è una specie di horror, di thriller, ma fondamentalmente è un mystery. Ecco che cos’è: un mistero. Concediamoci la possibilità di reagire, pensare e sentire in completa libertà.

Mariantonietta Losanno